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venerdì 21 agosto 2009

Dipendenze

Di nuovo mi trovo a dover rassicurare i miei (pochissimi) lettori che non sono ancora stata rapita dagli alieni.

Solo, mi resta sempre poco tempo libero per dedicarmi al blog.

Non che abbia trovato lavoro o abia una vita sociale così intensa da non saper più dove girarmi.

Niente di tutto questo.

E' che, da quando è arrivato, non riesco più a staccarmene.

Per ore e ore continuo a ripetermi: sì, ora vado, ho da fare.
E a rispondermi: ancora cinque minuti.

Sicuramente tutti l'avete già capito, o almeno l'hanno capito quelli che, come me, l'hanno conosciuto.

Sto parlando di lui:


Comunque, non c'è problema: prima o poi cresco.

In fin dei conti, sarà almeno un decennio che mi ripeto questo mantra...

giovedì 6 agosto 2009

Studi profondi

No, non sono stata rapita dagli alieni.
Almeno, non ancora.

Non sono nemmeno persa nei meandri del lavoro, visto che è terminato anche prima del previsto, per mia fortuna e spero anche per la fortuna di altri.
Sarebbe una lunga storia, ma non mi va di raccontarla, nè ora, nè più avanti.

Dicevo, sono ancora viva.

E sto studiando.

Cosa?

Beh, quello che stanno studiando più o meno tutti gli italiani, cioè il modo per vincere al Superenalotto.

Io, per essere come sempre originale e fuori dal coro, sto studiando il modo per vincere senza giocare, visto che al gioco non ho mai avuto molta fortuna in vita mia.

Quindi, invece di compilare la classica schedina, attendo pazientemente che mi appaia una visione mistica e mi consegni una schedina già giocata e, ovviamente, vincente.
Certo, potrei limitarmi ad aspettare una visione mistica che mi enunci i numeri fortunati e poi andarli a giocare personalmente nella ricevitoria più vicina, ma perchè faticare?
Tanto vale aspettare il servizio completo.

Nel frattempo, penso a come investire i 119 milioni di euro del premio: non so se realizzare il mio vecchio sogno di comperare il Lichtenstein o puntare su qualcosa di nuovo, come un tir di palline da ping pong.

Non per giocarci (a meno di ordinare anche un tavolo, due racchette e un posto dove mettere il tutto).

Solo per vedere la faccia dell'autista del tir che me le consegna.

domenica 19 luglio 2009

Le confessioni di una soapaholic

Ogni promessa è debito.

Eccomi quindi, in questa domenica di (forse) estate, mentre non ho un cazzo da fare (o, costruendo meglio la frase: non ho voglia di fare un cazzo), a raccontarvi come nacque l'ultima delle mie perversioni.

A mia parziale giustificazione potrei dire che, almeno inizialmente, non è stata colpa mia.

Infatti, ho cominciato a seguire Tempesta d'Amore lo scorso anno per colpa di mamma Molly.

Spiegazione.

Ad aprile dell'anno scorso ho cambiato lavoro: chi seguiva il mio vecchio blog sa già tutto (sempre che se lo ricordi), agli altri dico che sono passata dagli improponibili orari lavorativi di un'addetta di un cinema multiplex (sere e weekend, principalmente) ai normali orari di una qualsiasi impiegata d'ufficio (8.30 - 17.30), ritrovandomi quindi a casa durante l'ora di cena, cosa che, nei precedenti quattro anni, capitava forse una volta al mese (ma anche meno).
E proprio durante l'ora di cena, mia mamma aveva iniziato da qualche tempo a seguire questa soap opera tedesca (per la precisione, bavarese) attirata dalle fugaci visioni di ameni paesaggi montani che passavano tra una scena e l'altra.
Potete immaginare la mia prima reazione: già la soap non è quello che si potrebbe definire un programma di alto livello culturale, in più non riuscivo nemmeno ad immaginare i compassati, precisi e freddi germanici alle prese con le passioni sentimentali struggenti e melense che sono le fondamenta di ogni soap.
Vista la mia passata esperienza in materia di soap opera (cinque o sei anni nel tunnel di Vivere, dal quale ero uscita da poco), avrei dovuto sapere come sarebbe andata a finire.
Il tempo di capire le parentele, le relazioni, chi stava con chi, chi si era lasciato, chi si era ritrovato, chi si era ripassato quello e chi quell'altro, ed ecco fatto: forse un mese, forse anche meno, ed ero già inesorabilmente nel vortice, senza speranza di uscita.

Fin qui, però, tutto sommato, si tratterebbe di un peccato veniale: in fondo, tutti abbiamo i nostri guilty pleasures, ed è probabilmente meglio guardare Tempesta d'Amore, che non Studio Aperto.

Non fosse che, nella mia nuova accogliente magione dove da qualche mese dimoro, è presente un decoder che permette di vedere i canali via satellite da tutto il mondo.

E cosa sono andata a cercare?

Magari qualche importante canale di news, che mi tenesse aggiornata sull'attualità, qualche canale di approfondimenti culturali, qualche interessante canale tematico dedicato a documentari storici?

Figuriamoci: ho trovato il canale tedesco che trasmette la famigerata soap in Germania (per chi fosse interessato ad approfondire si veda il sito ufficiale di Sturm der Liebe).

All'inizio non ci ho pensato nemmeno, vista la mia simpatia per una lingua che ho studiato per cinque anni al liceo e ho cercato di dimenticare in molto meno tempo finita la scuola.

La scorsa settimana, però, mi sono imbattuta in una puntata, e non ho potuto fare a meno di fermarmi a vedere cosa succedeva, meravigliandomi tra l'altro che le mie scarse conoscenze di tedesco mi fossero sufficienti per capire a grandi linee l'andamento della storia.
E scoprendo, con un centinaio di puntate di anticipo rispetto a quelle trasmesse in Italia, che si era arrivati ad un punto cruciale e molto più interessante di quello al quale eravamo arrivati qui.

E questa scoperta è stata la mia fine.

domenica 12 luglio 2009

La strage degli innocenti

Dovrei scrivere qualcosa, visto che da un po' di giorni sono assente da qui e potrei rischiare di far morire questo blog molto più velocemtne del vecchio.

Il problema è che ho la testa completamente vuota.

Non che di solito ci sia granchè, visto che il mio unico neurone sopravvissuto alla selezione naturale passa la sua vita su un atollo polinesiano.

Solo che oggi mi sa che si sente proprio l'eco nella scatola cranica.

Forse svuoto la testa di proposito, per non pensare all'efferato delitto consumatosi sul balcone di casa questo pomeriggio: la potatura delle mie meravigliose cascate di petunie (anzi, per essere precisi, di surfinie).

L'Eroe, infatti, ha scoperto su internet che, se si ranzano senza pietà le piante a metà luglio, in piena fioritura, poi continueranno a rifiorire fino ad ottobre e magari ricresceranno anche l'anno prossimo.

E così oggi si è compiuta la tragedia: la strage di innocenti rametti, spesso fioriti, talvolta con boccioli.

Spero almeno che il massacro porti i risultati sperati.

Altrimenti, la prossima volta che mi ritroverò in veste di parrucchiera con in mano la chioma dell'Eroe, farò fare ai capelli la stessa fine dei boccioli delle surfinie.