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lunedì 12 ottobre 2009

Passi...

Sì, lo so.
Ne sono consapevole da anni.
Però c'è un limite a tutto.

Passi piangere per Ghost: credo sia capitato a tutte le donne del pianeta, o quasi.
Passi piangere per Titanic: ci hanno fatto pure una recente pubblicità.
Passi piangere per Shakespeare in Love. E passi continuare a farlo singhiozzando mentre si esce dal cinema.
Passi piangere per Moulin Rouge!: in fondo, è il mio film preferito.
Passi anche piangere per La Bella e la Bestia: e chi l'ha detto che un cartone animato non può commuovere?
Passi piangere per Il Signore degli Anelli: ha smosso tutte le mie emozioni, non poteva certo mancare questa.
Passi piangere per P.S.: I love You: sfido chiunque a rimanere impassibile. E passi anche che durante quel film credo di avere stabilito il record mondiale di lacrimazione da spettatrice cinematografica.
Passi piangere per tutti gli altri film per i quali ho pianto e che ora non mi ricordo, visto che sono decine.

Ma piangere per una soap opera tedesca, guardata pure in lingua originale, no: non è umanamente accettabile.

Non è che per caso starò diventando un po' troppo sensibile?

martedì 7 luglio 2009

I mirabolanti progressi della scienza moderna

Curiosando qua e là nella rete alla ricerca di una qualche fonte di ispirazione per scrivere, mi sono imbattuta in un articolo della sezione scienze sulla versione online di un noto quotidiano.

Vi si menzionava una ricerca, effettuata da uno scienziato svedese e da una professoressa danese, che mostrava che i maschi fighi si riproducono più difficilmente e sono pessimi papà.
Certo, nell'articolo era scritto tutto in maniera più dettagliata e con una terminologia un filino più scientifica (ma nemmeno così tanto), però ho cercato di riassumere la cosa nel modo più efficace.

Su questo studio mi sono sorte alcune perplessità.

La prima riguarda la minor riproduttività dei maschi fighi: non è affatto detto che sia uno svantaggio.
Immaginate infatti di dire ad una giovin fanciulla: puoi scegliere se fare sesso con Brad Pitt o con Calderoli, però nel caso di Brad Pitt hai meno possibilità di restare incinta.
Ecco, non credo sia necessario aggiungere altro.

La seconda perplessità è data dal fatto che lo studio è stato effettuato sugli scarafaggi e non sugli uomini.

Ora, io sono d'accordo nel dire che, in molti casi, vi siano affinità enormi tra i maschi umani e i maschi scarafaggi, anzi, talora gli scarafaggi possono risultare infinitamente più gradevoli.

Quello che proprio vorrei cercare di capire è: ma quali sono le caratteristiche che distinguono uno scarafaggio figo da uno brutto?
Lo scarafaggio figo mette per caso il gel sulle antenne, ha le ali marchiate D&G e usa come dopobarba quello per l'uomo (o meglio, lo scarafaggio) che non deve chiedere mai?
L'altro invece si mette le dita nel naso e puzza di fogna?

E, ammeso e non concesso di aver distinto i due scarafaggi (anche dal fatto che quello sfigato porta i calzini bianchi), come fai a capire che uno è un bravo papà e l'altro no?
Forse lo scarafaggio figo è un cattivo papà perchè fa tardi tutte le notti in discoteca a rimorchiare scarafagge, mentre l'altro, che tanto non rimorchierebbe nemmeno una blatta, sta a casa a cantare la ninna nanna agli scarafaggini.

Comunque sia, bisogna considerare che, tutto sommato, esistono studi per appurare se i picchi soffrano o meno di mal di testa o quale sia il ruolo degli armadilli nello spostamento dei reperti archeologici in un sito di scavo (rispettivamente, Premio Ig-Nobel per l'Ornitologia 2006 e per l'Archeologia 2008).

Quindi, evitiamo di puntualizzare sui dettagli.

E ricordiamoci sempre che, in caso di desiderio di maternità, è meglio evitare gli scarafaggi biondi con gli occhi azzurri.

domenica 5 luglio 2009

Sport su misura

Non sono mai stata una grande sportiva.

Almeno, non al livello di Roger Federer che oggi ha battuto il record degli Slam vinti (che era di Pete Sampras) in una finale maratona a Wimbledon.

Io mi stanco a giocare una partita su tre games (neanche tre set) a tennis con la Wii.

Diciamo che non posso ambire nemmeno a vincere una tappa al Tour de France.

Visto che, dopo una decennio abbondante di inattività, ho ripreso la bici lo scorso anno e mi sono arenata sul primo accenno di salita, che aveva giusto un filo meno di pendenza della Pianura Padana.

Oggi, però, ho avuto un'illuminazione.

Esiste lo sport fatto su misura per me.

Purtroppo, l'ho scoperto troppo tardi.

Ieri, infatti, si è corsa a Milano la maratona sui tacchi a spillo.

Sono rimasta un po' delusa quando ho scoperto che la cosiddetta "maratona" corrispondeva a 80 metri di percorso lungo corso Garibaldi.

80 metri?

Se solo contiamo tutti i percorsi che ho fatto sui tacchi a spillo dai parcheggi ai corrispondenti locali o cinema di turno, posso considerarmi campionessa olimpica.

Sulla distanza della maratona classica.

martedì 30 giugno 2009

Anticipazioni

Ho un problema di sfasamento temporale.

O meglio, o ce l'ho io, oppure ce l'hanno i negozianti, almeno alcuni.

Spiegazione.

Da shoppingatrice professionista, sono solitamente ben informata sulle date più importanti dell'anno, ovvero l'inizio delle stagioni dei saldi.
In questo caso, dei saldi estivi 2009, che, nella mia regione, si inaugurano come da tradizione il primo sabato di luglio, nella fattispecie il 4 prossimo venturo.

Da alcuni anni a questa parte mi ero anche ormai abituata a veder spuntare, nella maggior parte dei negozi, un paio di settimane dopo questa fatidica data, le anticipazioni della collezione autunno-inverno: o meglio, evitavo di farci caso, perchè vedere giacche modello "conquista del Polo Nord" e maglioni ottenuti direttamente dal vello delle pecore a metà luglio mi causava non pochi scompensi emotivi.

Quest'anno, però, è stata l'apoteosi ed è capitata durante una delle mie ricognizioni pre-saldistiche (visite ai centri commerciali poco prima dei saldi per individuare i primi bersagli da cercare il fatidico giorno), a una settimana dall'inizio dei saldi: la vetrina di un negozio completamente addobbata con giacche e stivali di pelle nera, gonne di velluto e maglioni di cachemere e la scritta: anticipazioni inverno 2009-10.

A questo punto, l'unico pensiero che mi rimane è: non vedo l'ora che sia settmebre.

Così potrò acquistare il costume da bagno e il pareo per le vacanze.

Dell'estate 2010.